
Monumento ad Arminio eretto nella città di Detmold
"Quintilio Varo, restituiscimi le legioni!". Così l'imperatore Augusto andava ripetendo ancora mesi dopo la disfatta di Teutoburgo, avvenuta nell'anno 9 d. C. ad opera dei Germani guidati da Arminio. Lo riferisce lo storico latino Svetonio, autore del De vita caesarum, raccolta delle biografie dei primi 12 imperatori, a cominciare da Cesare. Scrive infatti lo storico latino:
Adeo denique consternatum ferunt, ut per continuos menses barba capilloque summisso caput interdum foribu illideret, vociferans: Quintili Vare, legiones redde! Diemque cladis quot annis maestum habuerit a lugubrem.
(Dicono infine che [Augusto] si mostrasse così costernato da lasciarsi crescere per mesi la barba e i capelli e da sbattere di tanto in tanto la testa contro le porte gridando: "Quintilio Varo, restituiscimi le mie legioni!" Dicono anche che considerò l'anniversario di quella disfatta come un giorno di lutto e di tristezza)
La testimonianza di Svetonio conferma l'eccezionale eco che la disfatta di Teutoburgo ebbe nella Roma imperiale. Senza dubbio l'inaspettata strage di legioni romane determinò la rinuncia ad ogni prospettiva di espansione in territorio germanico e stabilì definitivamente il confine del dominio romano in coincidenza con il corso del fiume Reno. I popoli germanici pertanto restarono indipendenti; e qualche secolo dopo furono i protagonisti principali delle invasioni che a ondate successive travolsero l'Impero fino a determinarne la disgregazione.
Se non ci fosse stata la battaglia di Teutoburgo la storia di Roma e del suo impero sarebbe stata diversa?
E' un interrogativo che gli storici si sono posti spesso.
La ricostruzione della battaglia di Teutoburgo elaborata da History Channel.
">
Su Wikipedia la cronaca dettagliata della disfatta di Teutoburgo, accompagnata dalle ipotesi sugli sviluppi storici in caso di esito diverso.
Altri articoli in rete su Teutoburgo in: storiain.net e in Imperium romanum.it
La località della battaglia di Teutoburgo, presso l'odierna città di Kalkriese, è oggi sede di un Museo e un sito archeologico.
Nessun commento:
Posta un commento